RIFLESSIONI SULLE BOMBE A BOSTON

Falsa bandiera alla maratona di Boston

Di Manuel E. Yepe (*)

Il recente attentato con esplosivo alla meta della Maratona di Boston è stato catalogato da molti come un caso di operazione di “falsa bandiera” lanciata dal FBI con il proposito nascosto di giustificare un incremento della sicurezza interna.

“Falsa bandiera” è un termine militare che designa le operazioni “coperte” di guerra che effettuano governi, corporazioni e altre entità facendole apparire come azioni di altri, a proprio beneficio.

 

La battuta di caccia umana ai due fratelli di origini cecene nazionalizzati statunitensi, presunti responsabili di quell’attentato che ha provocato 3 morti e 176 feriti, ha generato più incognite che chiarimenti.

La versione che Dzhokhar Tsarnaev, di 26 anni, detenuto dopo una caccia poliziesca durata 26 ore e suo fratello Tamerlan, di 19 anni, morto nella sparatoria poco prima, erano agenti statunitensi infiltrati nelle reti islamiste che avevano cambiato sponda ed erano diventati agenti doppi, non è stata sufficientemente credibile.

 

Il presidente Barak Obama ha dichiarato che l’arresto ha chiuso un capitolo della tragedia dell’attentato, ma ha riconosciuto che restano ancora molte domande senza risposta riguardo ai motivi degli autori. Ma egli ha evitato di addentrarsi nel fatto che i due sospetti di questo atto terroristico erano arrivato negli Stati Uniti come rifugiati politici, avevano passato buona parte della loro vita ed avevano studiato nel paese che egli presiede, e agivano come agenti infiltrati nei servizi segreti di Washington.

 

Questi fatti hanno creato negli Stati Uniti una paranoia politica paragonabile solo con alcuni momenti dell’era Bush, con denunce di presunti invii di lettere avvelenate al presidente Obama e a vari congressisti, fino ad una misteriosa esplosione in una fabbrica di fertilizzanti in Texas, che i media corporativi hanno minimizzato e che ancora non si sa se è stato un incidente o un attentato.

 

Secondo fonti legate ai servizi segreti di Israele, i fratelli Tsarnaev vennero reclutati dai servizi USA per infiltrare le reti yihaidiste waabite che si erano estese nel Caucaso russo grazie all’aiuto finanziario della monarchia saudita, ma tradirono la loro missione e passarono dalla parte degli islamisti radicali.

 

Quattro giorni dopo l’attentato al traguardo della Maratona, l’FBI ha fatto una pubblica richiesta alla poolazione perché aiutasse le autorità ad identificare i sospetti, mostrando immagini prese nel momento in cui entrambi i fratelli si allontanavano di fretta dalla scena del crimine, portando, rispettivamente, un berretto a visiera nero e uno bianco.

Ma si è saputo, invece, che l’FBI conosceva perfettamente chi portava questi berretti, ma è stato solo dopo il serrato inseguimento della polizia dell’auto che i due profughi avevano rubato nel campus del MIT (Massachusetts Institute of Technology), che l’FBI ha ammesso di conoscere l’identità dei presunti terroristi.

A complicare ancor più il fatto, si è detto che i fratelli Tsarnaev avevano costruito le bombe per l’attentato seguendo le istruzioni trovate sulla rivista digitale “Inspire”, pubblicazione in inglese di Al Qaeda che viene pubblicata nella penisola araba. Ciò è stato considerato un elemento introdotto per appoggiare la pretesa del governo statunitense di legittimare il controllo che già Washington esercita su Internet.

Si è anche saputo che nel 2011 i servizi segreti russi avevano suggerito all’FBI di vigilare su Tamerlan Tsarnaev per presunti legami con cellule waabite caucasiche a cui, allora, si imputavano contatti con Al Qaeda.L’FBI rispose che non aveva trovato nulla di sospetto su di lui e, dopo una breve intervista, lo lasciò libero.

Trattandosi di un caso di agente “doppio”, il sospettato superstite dovrà essere interogato da un gruppo di ufficiali di alto livello formato da membri dell’FBI e della CIA che si occupa dei casi di terrorismo.

Si è saputo anche che uno studente saudita che ha preso parte alla maratona e che ha sofferto profonde bruciature alle mani, mentre si trovava in ospedale è stato interrogato sulla sua possibile implicazione nell’atto terroristico. Questo fatto viene messo in relazione ad una visita urgente del cancelliere saudita a Washington, per avere un colloquio con il presidente Obama ed il suo consigliere alla Sicurezza nazionale.

 

I governnati degli Stati Uniti hanno una lunga, lunga storia come organizzatori delle più importanti operazioni di falsa bandiera nella storia recente nelle quali, secondo molti esperti, vanno incluese alcune così gravi come l’attentato dell’11 settembre e quelle che sono servite come pretesto per dare il via alle guerre statunitensi contro il Vietnam, l’Iraq e l’Afganista, tra le altre, numerose, aaggressioni imperialiste.

 

(*) Giornalista cubano esperto di temi di politica internazionale;

       da: barrigaverde.net; 11.5.2013

 

(traduzione di Daniela Trollio

Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli”

Via Magenta 88, Sesto S.Giovanni)

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