SALVATOR ALLENDE: UN INSEGNAMENTO

 

Salvador Allende: un avvertimento e un insegnamento

 

di Atilio Boròn (*); da: lahaine.org; 12.9.2018

 

Giorni fa, il 4 settembre per essere precisi, si sono compiuti 48 anni dal trionfo di Salvador Allende nelle elezioni presidenziali del Cile del 1970.

Con il passare degli anni  è chiaro, con dolore, che la sua figura non ha raccolto la valorizzazione che merita, persino all’interno di alcuni settori della sinistra, dentro e fuori il Cile.

Invece di onorare il presidente-martire e la sua opera, molti si sono accodati alle critiche che il consenso neo-liberista dominante ha formulato sulla sua gestione, senza offrire un’analisi alternativa che tenesse conto delle gravissime, ed estremamente avverse, condizioni in cui avvenne il suo ingresso alla Moneda e tutto il suo lavoro di governo.

 

L’avvento della “democrazia a bassa intensità” nel Cile post-Pinochet, prodotto di uan sopravvalutata transizione i cui limiti economici, sociali e politici sono oggi evidenti, ha corretto solo in parte la sottovalutazione che la figuradi Allende e del governo di Unità Popolare (UP) hanno patito.

 

Ciò nonostante, dopo quasi trent’anni di una ingannevole transizione che ha accentuato le iniquità della società cilena e la sua dipendenza esterna, le cose cominciano a cambiare e, fortunatamente, vediamo numerosi tentativi di rivalizzare la sua fertile eredità.

 

Si tratta di un atto di giustizia perchè, come abbiano espresso in più di un’occasione, Allende fu il precursore del “ciclo di sinistra” che ha scosso l’America Latina (e il sistema inter-americano) fino alle fondamenta a partire dalla fine del secolo scorso. Le esperienze vissute in Venezuela con Hugo Chàvez, in Ecuador con Rafael Correa, in Bolivia con Evo Morales – dove sono state recuperate le risorse naturali – hanno nel governo di Allende un luminoso precedente nella nazionalizzazione delle miniere di rame in mano agli oligopoli nordamericani, nella nazionalizzazione delle banche, nell’espropriazione dei principali conglomerati industriali e nella riforma agraria.

 

Tenendo conto delle condizioni di quell’epoca, inizio degli anni Settanta, quello che fece il governo di UP fu una prodezza in un paese attorniato da dittature di destra e attaccato con furore dagli USA.

 Un atto di giustizia, dicevamo, perchè Allende fu un uomo straordinario della Nostra America. Un socialista integerrimo, un antimperialista senza concessioni, un latino-americanista esemplare.

 

Quando Cuba soffriva di un isolamento quasi completo ed il Che cominciava la sua ultima campagna di Bolivia, Allende assumeva niente meno che la presidenza dell’Organizzazione Latinoamericana di Solidarietà (OLAS) per appoggiare l’Isola ribelle ed il Comandante Eroico.

 

Egli era, allora, senatore del suo partito e già erano molte le voci che si alzavano a rimproveragli il suo appoggio senza condizioni all’isola caraibica e alla ribellione che germogliava non solo in Bolivia per mano del Che ma quasi in tutta l’America Latina.

 

In quegli anni vivevo in Cile e fui testimone della campagna di diffamazione, aggressione, insulti e derisioni che si scaricò contro di lui. Il giornale El Mercurio, una delle espressioni più indegne del giornalismo latinoamericano - in realtà non si tratta di giornalismo ma di propagando, nulla di più – lo attaccava ogni giorno nelle sue pagine politiche  e negli editoriali, acompagnati invariabilmente da una caricatura che riproduceva il leader socialista su una carta da gioco, il re, del mazzo di poker, impugnando una mitraglietta nella parte superiore e tenendo in mano la campana del Senato in quella inferiore. Il messaggio era chiarissimo: Allende non era altro che un guerrigliero castrista che si era infilato la veste da agnello di democratico e che, dalla sua posizione in Senato, ingannava i cileni.

 

Questa era anche la diagnosi della CIA, che si accorse molto presto del pericolo che la sua figura rappresentava per gli interessi USA. Già durante la campagna presidenziale del 1964 l’agenzia aveva mobilitato grandi risorse per impedire il possibile trionfo della coalizione di sinistra che l’aveva scelto per l’incarico.

 

Documenti declassificati recentemente dimostrano che la CIA destinò a tal fine 2,6 milioni di dollari per finanziare la campagna di Eduardo Frei, paladino della Democrazia Cristianan e della malaugurata “Rivoluzione nella Libertà” che si proponeva come alternativa alla Rivoluzione Cubana. E altri 3 milioni per finanziare una campagna di terrore in cui la figura del dirigente socialista veniva presentata come quella di un mostro che avrebbe spedito i bambini cileni a studiare a Cuba o nell’URSS, e accuse del genere. In totale, 45 milioni di dollari se li riportiamo al valor attuale della moneta (1).

 

Da quanto sopra si capisce con estrema chiarezza le ragioni per cui Washington si oppose, la sera del 4 settembre 1970, alla possibilità che Allende assumesse la presidenza della repubblica. Aveva trionfato nell’elezione popolare ma, non avendo raggiunto la maggioranza assoluta, doveva essere ratificato come presidente dal voto del Congresso. La sua vittoria era un risultato inaccettabile nella piena controffensiva imperiale, e il denaro investito per evitare l’arrivo di Allende alla Moneda fu molto di più di quello profuso nella precedente elezione, anche se non c’è accordo sulla cifra esatta.

 

Gli USA stavano incamminandosi verso una inappellabile sconfitta in VietNam e avevano riempito il continente di dittature militari.

 

Quello di Allende era un grido di guerra contro l’impero e per Washington era completamente inammissibile. Bisognava farla finita con lui in qualsiasi modo.

 

Secondo la documentazione della CIA il 15 settembre 1970, pochi giorni dopo l’elezione, il Presidente Richard Nixon convocò  Henry Kissinger, Consigliere alla Sicurezza nazionale, Richard Helms, Direttore della CIA, William Colby, Direttore aggiunto dell’agenzia e il procuratore Generale John Mitchell per una riunione nello Studio Ovale della Casa Bianca per elaborare la politica da seguire in merito alle cattive, nuove, notizie provenienti dal Cile. Nelle sue note Colby scrisse che “Nixon era furioso” perchè era convinto che una presidenza di Allende potesse potenziare la disseminazione della rivoluzione comunista sbandierata da Fidel Castro non solo in Cile ma nel resto dell’America Latina (2).

 

In quella riunione propose di impedire la ratifica del Congresso e la presidenza di Allende. Il messaggio ricevuto da Helms esprimeva con chiarezza la viscerale mescolanza di odio e rabbia che il trionfo di Allende provocava in un personaggio della risma di Nixon. Secondo Helms, le sue istruzioni furono le seguenti: “forse abbiamo una possibilità su dieci, ma salvate il Cile”; “la spesa vale la pena”; “non coinvolgere l’ambasciata”; “non preoccuparsi dei rischi dell’operazione”; “destinare 10 milioni di dollari per cominciare, e di più, se è necessario fare un lavoro completo”; “mandiamo gli uomini migliori che abbiamo”; “da subito facciamo sì che l’economia pianga. Né un dado né una vite per il Cile”; “In 24 ore voglio un piano di azione” (3).

 

E questo fu ciò che successe, dall’assassinio del generale costituzionalista René Schneider fino al reclutamento di gruppi paramilitari le cui azioni terroristiche venivano attribuite a fantasmatiche brigate di sinistra, le stesse che la stampa canaglia all’epoca, con El Mercurio alla testa, citava con accanimento per alimentare la credenza che il trionfo di Unidad Popular fosse sinonimo di caos, distruzione e morte nel paese.

 

Ma l’intervento USA contemplava anche pressioni diplomatiche, scarsità programmato di beni di prima necessità per soffiare sul malcontento della popolazione, l’organizzazione dei settori mediani della società per lottare contro il governo (caso del sindacato dei camionisti, tra i più importanti) e la canalizzazione di enormi risorse per finanziare i rivoltosi e attrarre gli alti gradi militari alla causa del golpe.

 

Se guardiamo il panorama attuale dell’America Latina e dei Caraibi, vedremo che è cambiato poco o nulla. Per questo è necessario tornare a studiare minuziosamente quanto successo nel Cile di Allende. L’azione dell’imperialismo nei paesi della Nostra America, specialmente riguardo all’avanguardia formata dai paesi dell’ALBA-TCP, non differisce oggi da quella che la CIA e le altre agenzie del governo statunitense appricarono con brutale ferocia nel Cile di Allende.

 

Sarebbe ingenuo pensare che oggi, nello Studio Ovale della Casa Bianca, Donald Trump convochi i suoi consiglieri per elaborare strategie politiche diverse da quelle utilizzate per rovesciare e causare la morte di Allende. Il manuale delle operazioni della CIA e delle altre agenzie governative USA per far fronte alla resistenza contro l’imperialismo e per rovesciare governi dignitosi che non si inginocchiano ai comandi della Casa Bianca non è cambiato molto negli ultimi cinquant’anni.

 

E’ vero, e lo stiamo vedendo nei casi del Venezuela e del Nicaragua. Informazioni indiscutibili dimostrano gli stretti legami tra i leaders dell’opposizione in questi paesi e i più sordidi rappresentanti della destra neofascista negli USA.

 

Quelli dell’opposizione venezuelana sono ben conosciuti. Ma dati molto recenti dimostrano anche lo stretto vincolo tra gli oppositori radicalizzati di Daniel Ortega e gli organismi di intelligence e le fonti finanziarie di Washington (4). Il fatto che coloro che si oppongono al sandinismo non abbiano alcun problema a farsi fotografare con personaggi come Ted Cruz, Marco Rubio e Ileana Ros-Lehtinen, con personaggi della mafia anticastrista di Miami, getta luce sui presunti democratici nicaraguensi.  Se davvero volessero la democrazia nel loro paese, come si affannano a gridare, mai sarebbero dovuti andare nella tana di quei terroristi protetti dal Congresso e dai vari governi USA.

 

Come cantava Violeta Parra, “il leone è sanguinario in ogni generazione”. L’impero non cambia. Nel suo inesorabile processo di decadenza e decomposizione diventerà sempre più violento e criminale.

 

Oggi, a quasi mezzo secolo dal grande giorno cominciato in Cile per mano di Salvador Allende, non dimentichiamo le lezioni che ci lascia il suo passaggio al governo e non abbassiamo la guardia – nepure per un attimo – davanti a questo così perverso e incorreggibile nemico, qualsiasi siano i suoi gesti, le sue retoriche o i personaggi che lo rappresentano.

 

E teniamo conto che quelli che vanno nella Roma americana per cercare appoggio diplomatico, copertura mediatica, denaro e armi per rovesciare i loro governi, non potranno mai dare vita a qualcosa di buono nei loro paesi.

 

Note

 

1) Vedere, per maggiori dettagli, i seguenti documenti: Chile 1964: CIA Covert Support in Frei Election Detailed». The National Security Archive, https://nsarchive2.gwu.edu/news/20040925/index.htm; (b) «Foreign Relations of the United States, 1964-1968, Document 269». U.S. Department of State: Office of the Historian. United States Department of State; (c) «Foreign Relations of the United States, 1964-1968, Document 254». Office of the Historian, Bureau of Public Affairs, United States Department of State, 5 maggio 1964.

 

2) Vedere (https://www.cia.gov/library/center-for-the-study-of-intelligence/csi-publications/csi-studies/studies/vol47no3/article03.html).

 

3) Un’informazione molto dettagliata su questi progetti del governo nordamericano per destabilizzare e rovesciare governi avversari, non solo nel caso del Cile, si trova in:  US Congress, Senate, Alleged Assassination Plots Involving Foreign Leaders, Interim Report of the Select Committee to Study Government Operations with Respect to Intelligence Activities, 94th Congress, 2nd Session, (Washington, DC: US Government Printing Office, 20 November 1975). I riferimenti agli ordini di Nixon si trovano alla pag. 227 di questo volume.

 

(4) Vedere l’ampia e completa informazione su questo sito: http://kontrainfo.com/demuestran-que-la-cia-esta-detras-del-intento-de-golpe-en-nicaragua-usando-a-grupos-de-ultraizquierda/

 

 

 

(*) Politologo argentino

 

(traduzione di Daniela Trollio,  Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli”

 

Via Magenta 88, Sesto S.Giovanni)

 

 

 

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